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Elezioni – Ciccio Gatto: Tripi è un paradiso perduto, ma può tornare ad esserlo: così

Intervista al Presidente del Consiglio comunale di Tripi(ME) che punta a prendere il posto di Pippo Aveni.

Francesco Gatto, “Ciccio” per i suoi concittadini di Tripi e i tantissimi amici: un esercito che va dal paese fino a Palermo. Sono tutti uniti dall’attack della simpatia e della disponibilità, profilo a cui l’attuale presidente del consiglio comunale unisce la competenza: un back-ground di tutto rispetto, quale tecnico in agricoltura, di funzionario regionale, di collaboratore di uomini di governo. Carte che, dopo anni trascorsi come fedele numero due dell’ avvocato Giuseppe Aveni, ora ha deciso di giocarsi nell’imminente partita per la conquista della poltrona di sindaco. “Ciccio” ci prova, dopo 5 anni trascorsi come speaker dell’assemblea consiliare cittadina, lasciato fuori – “non a caso” dice l’interessato – dai banchi della Giunta.
Ecco cosa ci ha detto rispondendo alle nostre domande.

D: Presidente Gatto, perché i cittadini di Tripi dovrebbero votarla?

R: Posso fare un po’ di auto-stima? In umiltà, ma carte alla mano: finché ci sono stato io assessore, le cose andavano bene, di certo c’era un andamento positivo della cosa pubblica. Da quando sono stato messo fuori dalla giunta, il trend è negativo.

D: Può spiegare meglio?

R: Il paese sembra una zattera senza guida, non ha una prospettiva, un progetto. Si vive alla giornata: manca un modello di sviluppo, un orizzonte.

D: I suoi competitor, ben quattro, in un Comune tanto piccolo, parlano di futuro.

R: Alcuni parlano, senza avere un’idea, senza avere combinato niente in questo quinquennio. Qualcuno indica il domani, ma alla prova dei fatti, nel presente brilla per incapacità.

D: Si sente molto circolare una parola: turismo. Che dice in proposito?

R: È una strada sulla quale Tripi era ben incamminata. Nella “legislatura” precedente a questa e anche prima, il paese era un diventato un borgo noto in tutta la Sicilia e fuori, grazie a un’azione di marketing territoriale incessante e qualificata. Cito come esempio la partecipazione alla B.I.T. di Milano, a fiere qualificate da Palermo a Forlì, le sagre che hanno fatto affluire gente da ogni angolo dell’Isola. Tripi era diventata una meta ambita, ricercata, un’isoletta in cui si ritrovavano gusti gastronomici, genuini sapori di un tempo, atmosfere e stili di vita che ridanno ai visitatori un senso di comunità. Non per nulla eravamo diventati, per decreto assessoriale, “Comune a vocazione turistica”.

D: Lei ne parla come di un paradiso perduto…

R: Smarrito, direi: io voglio, con l’aiuto di tutti, di una squadra, riprendere quella strada, recuperare il tempo perduto: paese-albergo, modello-borgo, B&B, manifestazioni. Le idee io e i miei amici di avventura le abbiamo. E io non ho nulla da chiedere. Voglio solo dare. Per questo chiedo un mandato di cinque anni e poi lasciare il campo a una nuova generazione politica e amministrativa che contribuirei a formare.

D: Turismo e poi?

R: Beni Culturali, decisamente. Siamo figli dei figli di una civiltà antica, di una città che aspetta ancora di uscire dalle viscere della nostra terra: Abacena. Sono certo che con l’aiuto del neo-assessore Sebastiano Tusa che è un bravo archeologo, figlio di un grande archeologo, potremo ottenere una grande campagna di scavi, per riportare alla luce l’Acropoli. E poi mettere in rete la Città antica, gli scavi esistenti, il nostro Museo che il Presidente Musumeci ha visitato: punti di forza per la promozione turistica che tutti ci invidiano.
In questi anni, purtroppo, c’è stata una caduta d’interesse e soprattutto d’iniziative che avevamo messo in campo. Cito, come esempio, il ripristino della strada che arriva al Castello: posso rivendicarne il rifacimento e l’apertura, con la collaborazione volontaria e gratuita di un gruppo di concittadini che ringrazio ancora: ora la strada è trascurata e di nuovo impraticabile.

D: Lei è un tecnico e ha lavorato per tanti anni presto l’Ispettorato provinciale dell’Agricoltura.

R: Sì e ora che sono in pensione voglio mettere tutta la mia esperienza per ridare vitalità a un settore importante per la nostra comunità.

D: Presidente, lei è amico personale del Presidente della Regione e dirigente regionale del suo Movimento. Metterà in campo questo rapporto?

R: Mi onoro dell’amicizia del Presidente Musumeci, dell’Assessore alla Salute avv. Razza e non solo. Ho un network di relazioni umane e istituzionali che da sindaco metterei al servizio dei miei concittadini. L’ho sempre fatto, in punta di piedi. Adesso penso di farlo da capo dell’Amministrazione, se i tripesi mi daranno fiducia. Sono certo che non li deluderò e che insieme a chi ci sta, possiamo dare vita a un team vincente, non solo per le elezioni ma soprattutto per l’avvenire di Tripi.

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