Cronaca

Vertenza lavoratori CAS(Consorzio Autostrade Siciliane)

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MESSINA – Da molti anni il precariato staziona negli uffici del CAS, nonostante dichiarazioni di intenti, interventi da parte di istituzioni la situazione per i lavoratori non cambia, anzi… . Di seguito la ricostruzione fatta, con un comunicato, da Mariano Massaro, Segretario Regionale del Sindacato OR.S.A..

“Nonostante il deciso intervento dell’Ispettorato del lavoro di Messina, l’Amministrazione del CAS continua a snobbare le istituzioni e tira dritto per la via illecita dimostrando di non temere niente e nessuno, ancora oggi si registrano turni straordinari oltre i limiti consentiti mentre i lavoratori precari/stagionali sono tagliati fuori senza alcuna forma di reddito. Visto l’inspiegabile stato di arrocco delle istituzioni, riteniamo opportuno ripercorrere la storia che ha prodotto una discriminazione inaccettabile, con i dipendenti di ruolo che nella peggiore delle ipotesi radoppiano i loro salari con lo straordinario mentre chi ha rinunciato a tutto con la speranza di un rapporto di lavoro dignitoso è rimasto disoccupato. Il personale precario trimestrale Agenti Tecnici Esattori del Consorzio Autostrade Siciliane è inserito in graduatoria per assunzioni stagionale e part-time approvata dalla Giunta Regionale con deliberazione n. 102 del 18 marzo 2003, criteri determinati con delibera CAS n.19/AS del 18 novembre 2002, bando di selezione pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione Sicilia – serie speciale concorsi n.5 del 24/04/2003; questo è l’unico strumento aziendale che ha regolato le assunzioni temporanee e definitive dei lavoratori precari così come accade per tutte le società nazionali concessionarie di autostrade.
Da questa graduatoria, a seguito dell’approvazione della Pianta Organica, con deliberazione CAS n.49/Comm del 12/05/2005 sono state fatte assunzioni di n. 49 A.T.E. part-time a tempo indeterminato; la graduatoria scaduta nel 2006 è poi prorogata di anno in anno fino al 2009 e infine dichiarata “cristallizzata” (verbale d’intesa del 22 gennaio 2009 presso la Presidenza della Regione Palazzo d’Orleans, alla presenza del Presidente del Comitato Regionale per l’Occupazione, i vertici del Consorzio Autostrade Siciliane e le OO.SS.) e questo atto non dovrebbe più porre questioni e interrogativi sui termini di validità della graduatoria, in quanto attraverso la “cristallizzazione” la si è data una forma fissa e immutabile.
Le assunzioni in servizio con contratto a termine del personale precario più volte in un anno ed in tutti i
periodi dell’anno con la medesima motivazione :“sopperire alle temporanee esigenze del servizio di
esazione pedaggio”, esplicitando quindi una stabile esigenza del CAS di esazione pedaggio ma anche una
grave ed evidente carenza di organico.
Per tali assunzioni il personale precario, dovendo necessariamente perseguire il guadagno per la propria
famiglia, si è precluso di esperire altre possibilità lavorative tanto che, come da delibere 38/CD del 2008 e
.50/CD del 2009 “ in caso di rifiuto di effettuazione della prestazione il soggetto interpellato verrà
cancellato in modo definitivo dalla stessa e tale cancellazione sarà notificata ufficialmente allo stesso”.
Dalla assunzione dei 49 A.T.E. part-time i riservisti (ex art. 23 già impiegati in diversi enti pubblici) in sede di
conciliazione hanno ottenuto la riserva del 50% e sono stati assunti in numero di 24 attingendoli dalla
stessa graduatoria, così come, senza bando pubblico di selezione, del personale è passato dall’esazione agli
uffici, altro è passato da part-time a full time, altro personale dipendente da pubbliche amministrazioni
(tutti parenti di) è transitato in mobilità.
Il CAS è una concessionaria ANAS costituita nel 1997 per la gestione delle autostrade Messina Catania
Siracusa, Messina Palermo e Siracusa Gela; la sua natura giuridica (come da definizione) è di Ente Pubblico
Regionale non economico sottoposto al controllo della Regione Siciliana, ma che non gode di trasferimenti
da parte della Regione; l’Ente si regge su entrate proprie e dirette come quelle del pedaggio autostradale;
pertanto, anche se ufficialmente il CAS è costituito come ente pubblico regionale non economico, in realtà
per le modalità con le quali opera in condizioni di parità con altri imprenditori privati dello stesso settore
(cioè altre società concessionarie) nella sostanza si qualifica invece come ente pubblico economico.
Ma…gli ispettori del Dipartimento della Funzione Pubblica (verbale Nicolaci del 10 febbraio 2011) inviati
dall’Assessore Regionale delle Infrastrutture della Mobilità e dei Trasporti, nei loro accertamenti ispettivi
verificano che le procedure seguite a riguardo di assunzione di personale, trasformazione di contratti da
part-time a tempo pieno e procedure di mobilità sono in totale incoerenza con le norme che disciplinano il
pubblico impiego e questo pone una seria situazione di imbarazzo sia per i lavoratori assunti, per i reggenti
pro tempore del CAS che per gli amministratori regionali.
Ora, perchè visto e considerato tutto questo, ai lavoratori precari si preclude ogni possibilità lavorativa e si
continuano a coprire tutte le incoerenze e contraddizioni?
Ancora… le carenze di organico si traducono in turni da coprire nelle 24 ore; il Consorzio Autostrade
Siciliane viene multato dall’Ispettorato del Lavoro di Messina ( a seguito di denuncia sindacale) per otto
milioni di euro per l’abuso del ricorso al lavoro straordinario (straordinario che il CAS ha pagato più del
lavoro ordinario) e supplementare, dove anche il personale di ruolo va incontro, per sopperire alle esigenze
di servizio, a turni troppo ravvicinati e continuativi, mentre il personale precario resta a casa?
In data dell’otto e del nove gennaio 2013, presso l’Ufficio Provinciale del Lavoro di Messina, è stato
concordato tra le parti (l’amministrazione del CAS e i ricorrenti lavoratori ATE part time) l’aumento
dell’orario di lavoro a 144 ore mensili contro le 88/104 previste dal contratto vigente (CCNL) con il silenzio
assenso dell’assessorato della mobilità e infrastrutture e della Regione quale organo di controllo. (i
lavoratori trimestrali precari hanno diffidato l’ente dal procedere in tal senso).
Contrariamente a quanto stabilito dal Giudice che riconosce in sede di giudizio legale ai ricorrenti il diritto
al risarcimento economico del danno ricevuto dall’Ente CAS (per averli impiegati oltre l’orario previsto
delle 88/104) l’amministrazione del CAS attua ai part-time in conciliazione (per sopperire alla grave carenza
di organico e per non incorrere in sanzioni per abuso del lavoro straordinario) la trasformazione del
contratto; una procedura questa fortemente lesiva nei confronti del personale precario, che preclude le
possibilità lavorative e inoltre anche discriminatoria.
Nella sentenza del Tribunale di Termini Imerese pubblicata il 28 settembre 2013 il Giudice del lavoro rigetta
il ricorso del dipendente part time che chiede la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo parziale a
tempo pieno in quanto di fatto impiegato a tempo pieno per un numero di ore non inferiore alle 140 ore
mensili (in base alla conciliazione tra le parti sopra citata), o in subordine il riconoscimento in base al
comportamento concludente delle parti di un rapporto di lavoro a tempo parziale con prestazione minima
garantita di 140/150 ore mensili;
il Giudice scrive: “Il CAS è un ente pubblico (Cfr. Corte Cost. 28 aprile 1992 n. 197)”.
L’art. 3 co. 101 L. 24/12/2007 prevede, per il pubblico impiego, che:
per il personale assunto con contratto di lavoro a tempo parziale la trasformazione del rapporto a
tempo pieno può avvenire nel rispetto delle modalità e dei limiti previsti dalle disposizioni vigenti in
materia di assunzioni … la domanda è infondata.
Nè può ritenersi che al risultato” auspicato dal ricorrente possa pervenirsi attraverso la via negoziale,
perchè, anche a voler effettivamente parlare di comportamento concludente sia del lavoratore sia della
Pubblica Amministrazione datrice di lavoro, un contratto di tal genere sarebbe palesemente nullo per
contrarietà a norma imperativa di legge, ossia la stessa che si è sopra riportata. E’ infatti evidente che un
contratto part time con 150 ore mensili garantite è, al di là delle parole, un contratto a tempo pieno,
sicché il divieto sopra illustrato, verrebbe così aggirato, configurandosi un negozio in frode alla legge”. Di
fatto quindi il Giudice conferma quanto dichiarato nel verbale Nicolaci del 10 febbraio 2011 a riguardo le
irregolarità delle procedure di trasformazione dei contratti da part time a tempo pieno (precedenti 49
passaggi).
Alla luce di quanto avvenuto e descritto, cosa fanno il Presidente pro tempore del CAS, l’Assessore alle
infrastrutture e mobilità e il Presidente della Regione Sicilia per ripristinare la legalità all’interno del
Consorzio Autostrade Siciliane? ad oggi assolutamente niente !!!
In buona sostanza il CAS continua a preferire lavoro straordinario e stipendi esosi per pochi, mentre questa
OO.SS. rivendica il principio “lavorare meno per lavorare TUTTI”.
Per quanto esposto si avanza richiesta di urgente incontro con l’Ispettorato del Lavoro di Messina col fine
di calmierare la vertenza che non può essere collocata nell’archivio degli abusi rimasti impuniti.”

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