Avvio pesante oggi per la Borsa di Milano, con il Ftse Mib a 20.966 punti (-3,71%) e l’All Share a 22.465 (-3,91%).
Apertura negativa per Londra, con l’indice guida Ftse a 6.044 punti (-2,34%) dopo i primi scambi mentre a Francoforte l’indice guida Dax è a 9.776 punti (-3,41%). In rosso anche la Borsa di Parigi, con l’indice guida Cac a 4.492 punti (-2,99%).
Colano a picco le Borse cinesi, con l’indice guida Shanghai Composite che chiude a 3.209,91 punti, in calo dell’8,49%, il declino giornaliero maggiore dal 27 febbraio del 2007. L’indice principale della Borsa di Shenzhen, il Component, ha chiuso in calo del 7,83% a 10.970 punti. L’indice Chinext, che comprende aziende hi-tech ad alto tasso di crescita, ha ceduto l’8,08% a 2.152,61 punti. Quasi 2.200 titoli hanno perso oggi il 10%, limite massimo di variazione giornaliera.
Chiusura in forte calo per le Borse giapponesi, sulla scia delle perdite dei mercati cinesi oggi ed europei e americani venerdì scorso. Pesa anche il rafforzamento dello yen nel cambio con il dollaro, che penalizza le esportazioni nipponiche. L’indice principale Nikkei ha lasciato sul parterre il 4,61% o 895.15 punti, a quota 18.540,68, minimo di chiusura da circa sei mesi. L’indice Topix ha ceduto il 5,86% a 1.480,87 punti. In calo banche, immobiliare, acciaio e ferro. Scambi per 4.107,5 mld di yen di controvalore (33,94 mld di dollari).
In forte calo anche per la Borsa di Taiwan, in arretramento del 4,8%. L’indice ponderato della Borsa di Taipei ha chiuso a 7.410,34 punti, perdendone 376,58, ha riportato l’agenzia statale Cna. L’indice è arrivato a perdere il 7,5% durante gli scambi, prima di recuperare parzialmente. Liang Kuo-Yuan, presidente dell’istituto di ricerca Yuanta-Polaris, ha affermato che la caduta è da attribuire al rallentamento dell’economia cinese, riporta la Cna.
Chiude in forte calo inoltre la Borsa australiana, che ha perso quasi il 4% azzerando due anni di guadagni. Minerari, energetici e finanziari sono stati i titoli più colpiti dai timori provocati dal continuo calo delle Borse cinesi. Agosto si sta profilando come il peggior mese per gli investitori australiani dall’ottobre 2008, uno dei picchi della crisi finanziaria, riporta l’Australian Finance Review. L’indice principale Asx 200 ha toccato il minimo da due anni oggi in chiusura, in calo di 194 punti o il 3,9%. Il dollaro australiano è calato ai minimi da aprile 2009, raggiungendo 0,7225 sul dollaro Usa.
Mattinata con forti perdite anche per le Borse indiane. L’indice principale del Bombay Stock Exchange di Mumbai cede il 4,03% negli scambi di stamani, perdendo oltre mille punti, a 2.262,90. L’indice Nifty del National Stock Exchange perde il 4,14% a 7.456 punti. La rupia sul mercato valutario viene venduta a piene mani e ha toccato un nuovo minimo da due anni, a 66,49 per dollaro.
Il governatore della Reserve Bank of India, Raghuram Rajan, ha detto che la banca centrale non esiterà a utilizzare le riserve per ridurre la volatilità della valuta. “Molti di voi guardando i mercati stamani si preoccupano per la volatilità… ma l’India è in buone condizioni. La Rbi non esiterà a intervenire sulla rupia”, ha dichiarato. (www.adnkronos.it)





