Cronaca

Messinambiente – 600 lavoratori rischiano grosso

MESSINA – La situazione in cui versa la Messinambiente S.p.A. non fa dormire sonni tranquilli alla Uil e  UilTrasporti di Messina, che a firma dei loro segretari Ivan Tripodi, Michele Barresi e Silvio Lasagni, esprimono – in un comunicato – le loro perplessità sul destino dei 600 lavoratori attualmente impiegati in Messinambiente e Ato3.

“Mentre incombe lo spettro più che concreto del fallimento di Messinambiente, con la sentenza attesa per il prossimo 15 settembre  l’amministrazione comunale naviga pericolosamente a vista operando come se non esistesse una legge regionale che impone il sistema delle SRR, mentre ad oggi, a poche settimane dalla sentenza che potrebbe sancire il fallimento di MessinAmbiente, in consiglio comunale è ancora in alto mare l’iter delle delibere di giunta che dovrebbero impegnare 30 milioni di euro a copertura del piano concordatario”.

“Quale sarà la strada che l’amministrazione comunale e la nuova MessinaServizi Bene Comune  intendono seguire per il passaggio dei lavoratori di Ato3 e Messinambiente alla società nata per raccogliere il testimone delle due partecipate in liquidazione e dare certezza del futuro del servizio di raccolta all’utenza in discontinuità con gli errori del passato?”.

“L’obiettivo principale è la sicurezza dei lavoratori e la salvaguardia di tutti i diritti contrattuali – si legge nel comunicato – oltre che naturalmente dei posti di lavoro, pertanto ci siamo riservati di visionare il documento che proporrà MessinaServizi anche in virtù di alcuni passaggi che riteniamo utile approfondire ulteriormente. Resta infatti aperta e irrisolta la questione SRR, nessuno fino ad oggi, ha saputo sciogliere i dubbi sull’eventuale passaggio dei lavoratori all’interno del bacino SRR. Sarebbe questa la strada segnata dalla Legge regionale 9 del 2010, la normativa regionale imporrebbe questo iter, peraltro già applicato per altri lavoratori provenienti per esempio dall’Ato2. Cosa comporterebbe l’eventuale transito in SRR? E, bypassando la legge regionale, si potrebbe andare incontro a contenziosi che penalizzerebbero i lavoratori?“.

“Riteniamo che la questione debba necessariamente spostarsi sui tavoli della Direzione Territoriale del Lavoro per fare un’analisi completa del quadro normativo con tutti gli attori impegnati in questo tortuoso iter: Comune di Messina, MessinaServizi Bene Comune, SRR, Ato3, Messinambiente e sindacati. Non siamo contrari a nessuna delle ipotesi finora prospettate per il bene dei lavoratori ma non vogliamo che si agisca in fretta e senza vagliare ogni aspetto”.

“Se la società verrà dichiarata fallita – conclude il comunicato – sarà tutto nelle mani del giudice fallimentare, se verrà accolto il piano concordatario si dovranno seguire le tappe fissate che prevedono la continuità aziendale attraverso il trasferimento del ramo d’azienda da Messinambiente a MessinaServizi. Ad oggi non c’è nessuna notizia dell’approvazione in consiglio comunale delle delibere di giunta che impegnano i 30milioni di euro a copertura del piano concordatario e l’iter sembra in alto mare, dunque anche su questo fronte resta tutto nell’ambito delle ipotesi”

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