News

Chiara Sterrantino(DIVENTERÀ BELLISSIMA): “L’uso dei TEATRI ANTICHI? programmare spettacoli di qualità e basta mercato del calendario. Il Teatro di Taormina non si può gestire così. E l’Odeon…”

Ecco cosa pensa l’Avv. CHIARA STERRANTINO, candidata in Diventerà Bellissima, la lista del Presidente MUSUMECI, sui teatri antichi e in particolare su come viene gestito quello di Taormina. È un’altra pagina interessante di AGENDA CHIARA.

Dentro la grande questione del rilancio dei nostri BENI CULTURALI, si pone il problema dell’USO DEI LUOGHI ANTICHI DI SPETTACOLO. La Sicilia ha per fortuna più di un Teatro di epoca greca e romana: nella nostra provincia quelli di TAORMINA e di TYNDARIS che si affiancano ai siti di Siracusa, Catania, Segesta, Morgantina. Dei veri gioielli che si prestano alla rappresentazione di spettacoli ed eventi di richiamo anche internazionale (Lirica, Balletto, Tragedia, Concerti, Cinema etc): un’attrazione importante della nostra offerta turistica. Ma in questi anni, nonostante gli sforzi delle Soprintendenze e di rassegne organiche, ormai depauperate di risorse, come TAORMINA ARTE, sono emersi due fenomeni negativi, talvolta collegati: A) spettacoli di bassa qualità o non idonei per le loro caratteristiche, in relazione alle capacità ricettive e alla vocazione e alla tradizione culturale dei teatri antichi (esempio: spettacoli di musica leggera di massa che andrebbero allestiti in altri siti); B) una gestione approssimativa, clientelare, o peggio, affaristica, del calendario nel quale vengono assegnate ai privati i giorni degli spettacoli, fino a sconfinare in un vero e proprio “mercato delle date”. In particolare, la gestione del Teatro antico di TAORMINA – il cui fascino è stato gustato da tutto il mondo grazie al recente G7 – è un vero e proprio scandalo al quale col Governo MUSUMECI porremo fine. A mio parere va riformato il settore. Lo si potrebbe fare  attraverso cinque linee di intervento.

  • Costituzione da parte della Regione di una Fondazione alla quale affidare la gestione dei teatri antichi, con la partecipazione degli enti locali interessati.
  • Programmazione biennale o triennale degli eventi, di modo che i visitatori conoscano per tempo gli eventi anche in relazione alla scelta della meta dei loro viaggi. La differenza? Detta in poche parole: ancora a Taormina non si sa nulla del programma 2018. Invece, se andate sul sito della Fondazione Arena di Verona potete già adesso prenotare e acquistare on line gli spettacoli della prossima stagione.
  • Fino alla costituzione della Fondazione dotata di un comitato scientifico, una commissione di alto livello tecnico-culturale, nominata dal Presidente della Regione, con la partecipazione delle Soprintendenze, giudichi la qualità degli spettacoli e dei privati che li propongono e formi il calendario delle manifestazioni.
  • Il divieto assoluto di cessione di date e spettacoli tra privati: un no deciso a al “mercato nero” di attività, parallelo al calendario ufficiale.
  • L’apertura e la valorizzazione di altri siti, lasciati nell’abbandono che potrebbero essere riattivati e aperti alla fruizione. È il caso dell’ODEON DI TAORMINA, il piccolo teatro romano costruito nel II secolo d. C., chiuso da sempre. Perché non sistemare questa “chicca” dei nostri beni culturali e destinarla a piccole rappresentazioni musicali e letterarie come lo era nel suo tempo? Perché non fare misurare lì – ecco una proposta – in modo permanente i giovaniartisti?

Solo seguendo dei criteri severi e una seria programmazione, solo credendoci, si possono realizzare produzioni di ECCELLENZA. Nel campo della Lirica, ad esempio, sarebbe auspicabile la presentazione preventiva dei bozzetti delle scene, in modo tale da evitare messe in scena povere, che degradano le opere nella loro rappresentazione lasciando strascichi di polemiche e insoddisfazioni nel pubblico. È la via maestra per tutelare l’immagine del Teatro e della Città e della stessa amministrazione pubblica, dalla Regione al Comune. Per il TEATRO ANTICO DI TAORMINA – la fattispecie più importante nella nostra provincia – queste problematiche stanno minando la credibilità delle istituzioni culturali e amministrative in quanto si è arrivati al punto di autorizzare doppioni della stessa Opera, una di alta qualità e un’altra di infimo livello. Il caso delle due Aida 2017 è il più recente. E fa male al nostro turismo, all’immagine della Sicilia nel mondo. Con la Presidenza MUSUMECI anche questo potrà cambiare. E cambierà.

In alto