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L’Ignoto Marinaio – ERA UNA TRUFFA, MANDATE VIA IL MAGO

L’Ignoto Marinaio – ERA UNA TRUFFA, MANDATE VIA IL MAGO

Tempo di sondaggi che ci dicono, merito di Tempo Stretto, che metà degli  elettori messinesi vorrebbero che Accorinti sia spedito a casa e che si torni a votare. Che il 50% dei cittadini si esprima perché il loro sindaco sia tolto di mezzo, prima che completi il mandato, è un dato che deve fare riflettere. Metà del corpo elettorale vorrebbe questa misura straordinaria; e quindi sono molti di più gli elettori in dissenso dalla giunta Accorinti, perché ci sono tanti che, pure all'”opposizione” non  ritengono maturi i tempi perché si torni a votare. Per parte mia, io  invece sono convinto che, trascorsi tre anni dall’insediamento dell’attuale sindaco, sia necessario sfiduciarlo e ridare la parola alla gente. Potrei indicarne le ragioni di dettaglio con qualche successo.
Esponendomi, è ovvio, a un’interminabile discussione di quantità e qualità delle cose fatte e non fatte. Dal mio punto di vista, invece, voglio prendere in considerazione una sola ragione. Profonda. La sintetizzo così: la sproporzione enorme tra promessa e risultato. Cercherò di spiegare cosa voglio dire. Accorinti non vinse le elezioni in modo “normale”, ma annunciando una vera e propria “rivoluzione” nella gestione della cosa pubblica, un rivolgimento radicale rispetto a metodi e all’efficacia dei suoi predecessori e delle giunte da loro guidate. Si fosse trattato di un confronto normale tra programmi e candidati, basato sulla competizione politica di persone e contenuti, si potrebbe analizzare il programma di Accorinti e verificarne l’attuazione punto per punto. Anche su questo piano si troverebbe che la giunta in carica non ha adempiuto. Ma ci potrebbe essere e c’è chi dice che è stato fatto poco, chi pochissimo, chi tanto. E magari trovate coloro che dicono: mancano ancora due anni alla fine del quinquennio e quindi bisogna dare ad Accorinti il tempo di completare il programma. Ma, per me, la ragione di “senso”, che va a fondo dell’arrivo stesso del sindaco “tibetano” al Comune, è altro, su un altro piano. La sua impoliticità, il messianesimo della sua proposta alla città, il giuramento di una rottura globale. E l’annuncio di una nuova era, in cui tutto sarebbe stato il contrario di prima. L’ingresso,  insomma, in un tempo felice che avrebbe soddisfatto tutti su tutto. Una città- paradiso dopo la città infernale dei Buzzanca e Genovese e persino di Leonardi e Providenti. Oggi sappiamo che, al di là dei capitoli del programma rimasti sulla carta, la rivoluzione di Accorinti non c’è mai stata. La città degrada, rotola su un piano inclinato: non c’è stata e non c’è alcuna rivoluzione, non si è entrati in nessuna nuova stagione. Non si respira nessuna nuova aria, se non quella fetida dei rifiuti non raccolti. I messinesi sono stati ipnotizzati e ingannati, il nuovo mondo a Messina  non si è materializzato.Tutti ora si possono stropicciare gli occhi: la magia non esiste, il mago era un truffatore. Una volta smascherato, è dovere di chi può, cacciarlo insieme alla sua compagnia di saltimbanchi, fachiri e mangiafuoco. Chi non vuole, fa parte del baraccone.

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